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lunedì 15 dicembre 2014

SYDNEY: CLIENTI PRESI IN OSTAGGIO IN UN BAR [DIRETTA VIDEO]

QUI LA DIRETTA VIDEO


Ostaggi spinti con le mani in alto contro le vetrine di un caffé di Sydney. Un drappo nero con la scritta in arabo “C’è un solo Dio”. È l’immagine che da ore scorre sulle televisioni australiane. L’incubo è cominciato alle 9.45 di lunedì mattina, ora dell’Australia, la notte di domenica in Italia. Un uomo armato è stato visto entrare nel Lindt Chocolate Cafe di Martin Place, nel distretto centrale di Sydney. Dopo oltre nove ore di angoscia pare che il sequestratore abbia detto di avere quattro bombe e abbia chiesto di parlare con il primo ministro australiano.





domenica 16 novembre 2014

ISIS DECAPITA PETER KASSIG E 15 SIRIANI [VIDEO ORIGINALE]


L’Isis decapita il terzo ostaggio americano. È Peter Kassig, l’operatore umanitario che aveva fatto il Ranger in Iraq e che si era convertito all’Islam - cambiando il nome in Abdul-Rahman Kassig - durante la sua lunga prigionia, iniziata nel 2013.

La sfida dell’orrore viene lanciata nell’ennesimo video diffuso online. Un filmato ad alta definizione ma stavolta probabilmente “amatoriale”, girato con una sola telecamera, a differenza delle precedenti produzioni quasi “hollywoodiane” dello Stato Islamico.

Oltre a quella di Kassig, viene mostrata la decapitazione di quindici soldati siriani, tutti con indosso una tuta blu. Il boia, coltello alla mano, si rivolge direttamente agli Stati Uniti. E avverte: i soldati americani potrebbero fare la stessa fine. «Obama, rivendichi di esserti ritirato dall’Iraq quattro anni fa. Noi diciamo che sei un bugiardo. Non ti sei ritirato». Poi continua: Kassig è stato ucciso perché ha «combattuto contro i musulmani in Iraq mentre era un soldato americano». La voce del boia è distorta, anche se l’accento britannico sembra evidente. Non è chiaro se si tratti del boia protagonista delle precedenti decapitazioni, «Jihadi Johnny», che secondo la stampa inglese sarebbe rimasto ferito in uno dei raid della coalizione contro l’Isis.

Le immagini sono sottoposte in queste ore ad un attento esame dell’intelligence, che sta notando evidenti differenze rispetto agli ultimi video. Il filmato è più lungo degli altri, 16 minuti contro i cinque minuti dei precedenti. La tuta arancione indossata dalle precedenti vittime (richiamo alle “divise” di Guantanamo) è stata sostituita da tute blu. Per la prima volta, insieme alla decapitazione di un ostaggio, vengono mostrate altre uccisioni. E soprattutto i momenti precedenti alla morte di Kassig non sono fatti vedere: dell’americano 26enne è mostrato solo il corpo e non sono pronunciate minacce nei confronti di altri ostaggi. Il cambio di `format´, così come la qualità inferiore delle riprese, potrebbe indicare che lo Stato Islamico è in rotta e non può allestire le produzioni cinematografiche con le quali si è fatto conoscere finora. 

(tratto da "La Stampa")

video

venerdì 14 novembre 2014

VICENDA FURLANIC: A TRIESTE IL PD NON CAMBIA VERSO.



Renzi #cambiaverso, il Partito Democratico triestino no.

È questo il dato politico che emerge, netto, dall’esito del voto di stanotte sulla mozione di sfiducia al presidente del Consiglio comunale Furlanic.
Una serata durante la quale, con compostezza, i 15 firmatari della mozione hanno spiegato le ragioni dell’atto. Nulla a che fare con la Storia: era ed è l’attualità sotto accusa. Quella del 2014, quando un’istituzione, che dovrebbe rappresentare tutte le sensibilità, viene meno al suo dovere di imparzialità e assume pubblicamente posizioni allineate esclusivamente con la propria parte politica.

La doverosa sanzione non è stata comminata. Il presidente Furlanic mantiene la seconda carica del Comune di Trieste grazie ai voti a lui favorevoli del Partito Democratico. Eppure, nel corso del dibattito, sia dal sindaco Cosolini che dal capogruppo PD TonCelli sono partite parole di forte condanna nei confronti di Furlanic. Parole, appunto. Non voti conseguenti.

Una commedia con il copione già scritto. Furlanic che inizialmente mantiene – anzi, rilancia – le sue posizioni, il Sindaco e il PD che lo riprendono duramente ma, come si fa con i bambini, annunciano che, di fronte a delle scuse e alla promessa di non farlo più, avrebbero perdonato. 

Il presidente del Consiglio recita la parte a lui assegnata: borbotta qualche parola di circostanza senza convinzione e si risiede comodo sulla poltrona della presidenza. Pronto a incassare il risultato politico che arriva puntuale sotto forma di 22 voti a suo favore: quelli del centrosinistra, tutti quelli del Partito Democratico.

Che è il vero sconfitto di questa vicenda. Piegato davanti a una parte politica che ancor oggi sventola orgogliosamente la falce e il martello. Prono ideologicamente, perché anche l’eventuale perdita di due consiglieri di maggioranza – Furlanic e Andolina – conseguente al voto di sfiducia, non avrebbe compromesso la tenuta della coalizione che sostiene il Sindaco.

Il Partito Democratico di Trieste si fa beffe del proprio senatore Francesco Russo, che aveva pesantemente condannato l’azione di Furlanic e auspicato un compatto voto di tutta l’Aula per sollevarlo dall’incarico. 

Ma, ancor peggio: il PD triestino certifica di essere altro rispetto all’inclusivo corso renziano. Qui, nella città “Sottoposta a durissima occupazione straniera, che subiva con fierezza il martirio delle stragi e delle foibe” (*), non si cambia verso. I Democratici nostrani si allineano alle provocazioni della sinistra estrema, confermano l’alleanza con i nostalgici delle bustine con la stella rossa.

Peccato. Un’occasione persa da parte di coloro che vorrebbero diventare il Partito della Nazione e si confermano, invece, il Partito della Divisione. 

Nel centrodestra potremmo gioire per il regalo politico offertoci stanotte. Preferisco sottolineare l’amarezza. 

Per come, in poche ore, si sia calpestato un evento storico che avrebbe dovuto segnare un punto di non ritorno fra il passato e il futuro di Trieste. Mi riferisco al concerto “Le Vie dell’Amicizia” diretto da Riccardo Muti in piazza Unità d’Italia, nel luglio del 2010. Dove, per la prima volta, i Presidenti della Repubblica di Italia, Slovenia e Croazia si incontrarono per chiudere un secolo di sofferenze e aprire queste terre a un futuro di proficua osmosi dentro la comune cornice europea.

Stanotte, il Partito Democratico con i propri voti ha sancito che Iztok Furlanic, nel riaprire vecchie ferite dalla sua privilegiata poltrona, non ha fatto nulla di così male.

Nel merito, un PD che immagino Matteo Renzi sarebbe il primo a ripudiare, ha di fatto ammesso che la sua Trieste è la stessa di quella di Furlanic: ferma al passato, cristallizzata in vecchie foto color seppia, divisa, martoriata, rannicchiata in posizione fetale dentro le sue tragedie.


(*) tratto dalla motivazione del conferimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla città di Trieste, 9 novembre 1956.

lunedì 10 novembre 2014

PROFUGHI A TRIESTE: ECCO CHI E COME LI GESTISCE. E QUANTO VALE L'ASSISTENZA.


Sul tema dei rifugiati e profughi richiedenti asilo - cosa del tutto diversa dagli immigrati e ancor più diversa dai clandestini - si è costruita molta "letteratura", spesso imprecisa quando non palesemente e strumentalmente infondata.

Questo post non intende dare giudizi sulle politiche attuate dallo Stato e, di conseguenza, dagli Enti locali per affrontare una questione così complessa.

Si vorrebbe, invece, cercare di fornire una corretta informazione su quali sono i numeri e le modalità di gestione degli arrivi dei profughi a Trieste. E quali sono le perplessità emerse.

A fine ottobre 2014, questa era la situazione nella nostra città:

20 posti presso il “Teresiano” con gestione a cura della Fondazione Caritas di Trieste
13 posti presso la Foresteria di via Chiadino con gestione a cura della Fondazione Caritas
20 posti presso il Villaggio del Fanciullo con gestione a cura della Fondazione Caritas
50 posti presso la ex casa di riposo di via Gozzi, con gestione a cura di ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà)
16 posti presso l'ex centro di salute mentale di via S. Vito, con gestione a cura di ICS
23 posti preso appartamenti dell'ICS in via Corridoni n. 4
33 posti presso Residence Sara (9 appartamenti con gestione a cura di ICS)
6 posti presso appartamento dell'ICS in via D'Alviano
6 posti presso appartamento dell'ICS in via Madonna del Mare
28 posti presso il campeggio Excelsior di Fernetti con gestione a cura di ICS
18 posti presso l'albergo Baia Degli Uscocchi al Villaggio del Pescatore
15 posti presso l'Hotel Città di Parenzo
15 posti presso l'Hotel Villa Nazareth
50 posti presso la ex scuola Combi che vengono messi a disposizione solo in caso di estrema emergenza.

per un totale di 330 persone ospitate nell'ambito del territorio comunale.

Si noti che non è il Comune a occuparsi direttamente dei richiedenti asilo, bensì strutture private e, nella maggioranza dei casi, due associazioni: la Caritas e l'ICS.

A quale titolo lo fanno? 
Attraverso convenzioni tra la Prefettura e i soggetti preposti all'assistenza. Nel caso di Caritas e ICS, però, la convenzione non è diretta. La Prefettura affida il "lavoro" al Comune e questi, a sua volta, lo passa con una propria convenzione alle due Associazioni.

Ci occuperemo di quest'ultimo caso.

Cosa prevedono le convenzioni? Quale forma di assistenza è dovuta?
Vengono stanziati ed erogati dal Governo 35 euro al giorno per assistito. Soldi che passano per il Comune, il quale li gira integralmente a Caritas e ICS. Di questi, 2,50 euro vengono erogati dalle Associazioni in contanti al profugo - il cd. "pocket money" - mentre il resto viene speso da Caritas e ICS per la sussistenza delle persone affidate.

Questo è quanto la Prefettura stabilisce venga garantito, attraverso il Comune di Trieste:

Art. 2 - Servizi
Il Comune s’impegna a garantire, tramite soggetti con comprovata esperienza in ambito SPRAR, l’accoglienza, nel limite dei posti disponibili, dei richiedenti asilo segnalati dalla Prefettura, assicurando ad essi i seguenti servizi:

1) Servizi di alloggio e di vitto (comprendente colazione, pranzo e cena, con menù rispettoso di principi e abitudini alimentari degli ospiti ed adeguato ad eventuali prescrizioni mediche).

2) Servizio di gestione amministrativa, consistente in:
- registrazione degli ospiti (rilevazione dei dati anagrafici, estremi dei documenti di identificazione, data d’ingresso e di uscita, eventuali giorni di assenza);
- tenuta di un registro delle presenze con raccolta giornaliera delle firme degli ospiti;
- tempestiva comunicazione alla Prefettura e alla Questura dell’eventuale allontanamento dell’ospite, cui viene comunque garantita la ripresa del servizio di accoglienza ove faccia rientro entro tre giorni dall’allontanamento.

3) Servizi di pulizia ed igiene ambientale della struttura di accoglienza, comprendenti:
- pulizia giornaliera e periodica dei locali e degli arredi;
- disinfezione e disinfestazione periodica;
- raccolta e smaltimento rifiuti.

4) Fornitura dei seguenti beni:
- effetti letterecci periodicamente cambiati;
- biancheria e abbigliamento adeguato alla stagione, periodicamente cambiati al fine di garantire l’igiene ed il decoro della persona;
- prodotti per l’igiene personale;
- pocket money nella misura di € 2,50 pro capite/pro die, fino ad un massimo di € 7,50 per nucleo familiare, da erogarsi in relazione alle effettive presenze registrate, dietro firma per ricevuta da parte del destinatario;
- tessera/ricarica telefonica mensile di € 5,00 a persona, la prima alla presa in carico;
- all’occorrenza, biglietti per l’accesso ai mezzi di trasporto pubblico.

5) Servizi di per l’integrazione, comprensivi di:
- orientamento generale sulle regole comportamentali all’interno delle strutture;
- mediazione linguistica e culturale,
- informazione sulla normativa concernente l’immigrazione e i diritti e doveri concernenti la condizione dello straniero;
- accompagnamento presso i presidi sanitari, territoriali e ospedalieri;
- orientamento ed assistenza nella formalizzazione dell’istanza di protezione internazionale.


Un elenco dettagliato e preciso, come si legge, comprensivo di tutto ciò di cui può avere bisogno una persona o una famiglia sfollata. Il controllo dell'effettivo espletamento di tutti questi servizi - e quindi dell'effettivo e corretto impiego dei 35 euro giornalieri pro-capite - è demandato al Comune.

Il quale, come detto, gira l'incarico a Caritas e ICS, alle quali chiede venga garantito:

Art. 2 – Servizi
Il Consorzio Italiano di solidarietà (I.C.S.) – Ufficio Rifugiati di Trieste si impegna a garantire i seguenti servizi:
servizio di ospitalità, comprensivo di pernottamento e pasti;
servizio di gestione amministrativa consistente in:
registrazione ospiti (rilevazione dei dati anagrafici, estremi dei documenti di ammissione/identificazione, tempi di permanenza);
tenuta di un registro presenze con raccolta giornaliera delle firme delle persone ospitate.

L'elenco finisce qui. Ed è molto più corto - e molto meno impegnativo - di quanto richiede, invece, la Prefettura. Al Comune di Trieste spiegano che il testo della Prefettura è stato aggiornato di recente, in data successiva alla convenzione già stipulata e tutt'ora vigente con Caritas e ICS. Quindi che è già previsto un allineamento degli obblighi.

Certo è che, a leggere, un generico "servizio di ospitalità, comprensivo di pernottamento e pasti" appare qualcosa di molto più blando rispetto alla preparazione di tre pasti, all'abbigliamento da fornire, alle pulizie, ai prodotti per l'igiene personale ecc.

Ricordiamo che gli euro ricevuti sono sempre 35. Al giorno, a testa.
Ancora, a parità di costo, è lecito chiedersi se l'ospitalità resa da una struttura alberghiera sia allo stesso livello di quella ottenibile in un appartamento privato - affittato per la circostanza - che ospita 6/8 persone. E se i costi sostenuti per ogni persona siano gli stessi.

L'accoglienza dei richiedenti asilo vale un "fatturato" di circa 4,5 milioni l'anno nella sola città di Trieste. Soldi pubblici il cui uso, previsto da norme europee e nazionali, sarebbe giusto venga rendicontato con totale trasparenza.

Così da conoscere precisamente quanto viene speso in stipendi per gli assistenti e mediatori, quanto per le pulizie, quanto per la preparazione dei pasti, quanto per l'acquisto di vestiario, quanto per gli affitti, eccetera. E, oltre a quanto, anche a quali ditte e cooperative vengono affidati tali servizi e acquisti.

L'assessorato comunale competente si è impegnato a ottenere e rendere pubblici questi dati, in tempi brevi. Rimaniamo in fiduciosa attesa. Con la consapevolezza che quanto saranno più chiari e diffusi costi e metodi di gestione, tanto più si eviteranno strumentalizzazioni e illazioni di ogni tipo sul complesso tema dei flussi migratori causati da guerre, violenze, distruzioni e sulla gestione locale di questi drammi.

Stoppata l'iniziativa del consigliere regionale triestino Codega (PD) di triplicare il numero dei richiedenti asilo ospitabili in FVG: dagli attuali 7-800 a oltre 2000.
In euro, da 10 milioni a 26 milioni di euro l'anno di "giro d'affari".

I dati e i documenti riportati in questo post sono forniti dall'Area Protezione Sociale del Comune di Trieste, che si ringrazia per la cortese disponibilità.


mercoledì 5 novembre 2014

PORTO DI TRIESTE: LA PROFONDITÀ DEI FONDALI, ORMEGGIO PER ORMEGGIO.



Gli ormeggi operativi nel porto di Trieste sono 52. Quasi tutti hanno una profondità del fondale superiore al limite di 6 m (questo limite separa gli accosti in due classi A e B, secondo la classificazione proposta dal PIANC – ‘71), ad eccezione di otto ormeggi del Porto Franco Vecchio (ormeggi 2, 5, 15, 16, 18, 19, 20 e 21) e di un ormeggio del Porto Franco Nuovo (ormeggio 34).

Solo sei ormeggi hanno un fondale superiore a 16 m, che rappresenta il fondale necessario per l’attracco delle navi porta-container di ultima generazione. Questi ormeggi sono il 51 e il 52, del molo VII (Porto Franco Nuovo) e tutti gli ormeggi del Porto Franco Oli Minerali.
La profondità media dei fondali portuali è pari a 9,5 m.

Per ciascun settore la profondità media è: 
Porto Franco Vecchio: poco più di 6 m 
Porto Franco Nuovo: poco più di 10 m 
Scalo Legnami: circa 9 m 
Ferriera di Servola: circa 12-13 m 
Porto Franco Oli Minerali: circa 17 m 
Porto Industriale: poco più di 9 m

Analogamente l’estensione media delle banchine per ciascun settore è: 
Porto Franco Vecchio: 145 m; 
solo le banchine degli ormeggi 12 e 13 (in corrispondenza dell’Adria Terminal) superano i 200 m; 
Porto Franco Nuovo: 205 m; 
i valori massimi, (banchine con estensione superiore ai 300 m) si hanno in corrispondenza degli ormeggi di Riva Traiana e del Molo VII; 
Scalo Legnami: 172 m 
Ferriera di Servola: 247 m 
Porto Franco Oli Minerali: 483 m 
Porto Industriale: 169 m.


(tratto da: "PRP del Porto di Trieste, Studi Specialistici" - volume A, giugno 2011)

domenica 19 ottobre 2014

TRIESTE, LA PROPOSTA: PARCHEGGIO LIBERO PER MOTOCICLI AL POSTO DI QUELLO "PROIBITO" DELLA REGIONE.

Vigili in azione (su chiamata) di sabato pomeriggio in via del Mercato Vecchio.

In via del Mercato Vecchio, pieno centro, un lato del palazzo della Giunta regionale, un intero isolato, è riservato alle vetture con contrassegno della Regione FVG.

Ignoti i beneficiari e altrettanto ignoto il criterio con cui vengono distribuiti i permessi. Certa, invece, la ferrea tutela del privilegio.

Le foto in questo post sono state scattate sabato pomeriggio. Uffici chiusi, palazzo deserto. Ma uno zelante "regionale" ha ben pensato di chiamare la Polizia Locale e far rimuovere (si, rimuovere con carro attrezzi) le vetture parcheggiate abusivamente. Tra le quali, quelle di alcuni turisti.

Ineccepibile. Il divieto c'è e chi lo vìola incorre nelle sanzioni previste. Ma, visto che di vetture "regolari" non ce n'era neanche una e, quindi, nessuno dei privilegiati nemmeno usa il "suo" parcheggio, che senso ha tenere vuoti preziosi stalli su una strada pubblica?

I parcheggi riservati vennero concessi anni fa dal Comune amministrato dal centrodestra, su richiesta della Regione di centrosinistra, che addusse impellenti motivi di sicurezza.

Ragioni che oggi sembrano inconsistenti. Se davvero si vuole garantire sicurezza, infatti, si transenna tutto come fatto per la Sinagoga. Non si consumano spazi pubblici per usi "privati". Le transenne nessuno le ha mai messe e quindi, in questo caso, motivi di sicurezza evidentemente non ce ne sono.

Per questo motivo ho richiesto che l'inutile privilegio venga abolito e che i parcheggi attualmente riservati a pochi vengano trasformati in uno spazio 
di cui c'è notoriamente bisogno: stalli per motocicli. Gratuiti e fruibili liberamente da tutti.

Il cartello che consente la sosta solo ai muniti di contrassegno.

giovedì 16 ottobre 2014

CHI È IZTOK FURLANIC: IL “CURRICULUM” DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TRIESTE.



Iztok Furlanic con la maglia della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.
La Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (Socijalistička Federativna Republika Jugoslavija, SFRJ) fu lo stato principale dei Balcani dal 1943 al 1992, anno della sua dissoluzione; in ambito locale vi ci si riferisce anche come "Druga Jugoslavija" ("Seconda Jugoslavia") o anche "Bivša Jugoslavija" ("Ex-Jugoslavia").
(da Wikipedia, l'enciclopedia libera) 

Non stupitevi di quanto sto per affermare: dal punto di vista della correttezza nel gestire i lavori del Consiglio comunale e per il rispetto che ha dei partiti di minoranza, Iztok Furlanic è un ottimo presidente del Consiglio comunale.

Non può, invece, rivestire il ruolo di rappresentanza dell'intero Organo consiliare (è la seconda carica cittadina per importanza dopo il Sindaco) colui che prende pubblicamente le posizioni che potete leggere qui sotto.

Sono esattamente quelle che ho letto nel mio intervento in Aula nell'ormai lontano 2011 quando, appena insediati, eravamo chiamati a eleggere, appunto, il presidente del Consiglio comunale.

Furlanic ottenne i voti di fiducia di tutta la maggioranza, PD e Sindaco inclusi. Che già all'epoca, quindi, erano stati resi perfettamente edotti su chi stavano appoggiando.

Intendiamoci: quelle di Furlanic sono posizioni personali e politiche legittime, per quanto io le giudichi aberranti. Ma questa è la mia opinione, che vale come qualsiasi altra.

Sono invece posizioni inaccettabili se chi le manifesta pubblicamente è investito del ruolo di rappresentare tutti i Consiglieri e tutti i loro elettori, di ogni parte politica.

Per questo motivo, nel 2011 votai contro la proposta del centrosinistra di eleggerlo presidente e per lo stesso motivo oggi, insieme ad altri 14 colleghi, ho sottoscritto un documento affinché Iztok Furlanic lasci l'incarico che ricopre.

E sia così libero, democraticamente, di dire tutto ciò che vuole. Ma da rappresentante politico di parte, non da rappresentante di tutti.

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“La Giornata del Ricordo è diventata giornata della propaganda fascista che di storico non ha nulla.”
Iztok Furlanic, 19 febbraio 2010


Bilancio di Previsione 2010. Emendamento n. 74, a firma Iztok Furlanic: stanziamento di euro 1.050.000 per riesumare le salme della Foiba di Basovizza e poterle contare. Bocciato.

Gennaio 2009: Iztok Furlanic aderisce al gruppo su Facebook “Trst je nas”.

“...provengo da una famiglia slovena, con alcuni parenti che hanno fatto parte dei corpi partigiani che il primo maggio sono entrati a Trieste per LIBERARLA dai nazifascisti. Come sloveno io non posso non considerare il 1° maggio 1945 come liberazione di Trieste.”
Iztok Furlanic, su Facebook, 2009


“(Trst je nas) Era il motto del IX Corpus e, date le mie posizioni, non nascondo che quella è l’unica data della Liberazione. Non sarà una posizione maggioritaria, ma chiedo di rispettarla in virtù delle sofferenze patite dalla minoranza slovena in queste terre.”
Iztok Furlanic, Il Piccolo, 7 gennaio 2009


«Chiedo al Consiglio comunale di commemorare il maresciallo Tito a trent'anni dalla morte» ha scritto Iztok Furlanic, segretario provinciale di Rifondazione comunista. La proposta è stata cassata in maniera bipartisan. Categorico il no del centro destra, che ha parlato di «vergognosa e inquietante nostalgia».”
Il Giornale, 8 maggio 2010

“...a suscitare critiche feroci era stato il look poco "consigliare" sfoggiato per l'occasione dall'esponente di Rifondazione Iztok Furlanic: cappellone da cow-boy e arma giocattolo inserita nel cinturone bene in vista attorno alla vita.
Il Piccolo, 20 aprile 2010


“Parte in quarta Iztok Furlanic: «Spiace osservare - tuona il segretario rifondarolo - che monsignor Crepaldi sia nuovamente intervenuto a gamba tesa su temi politici che nulla hanno a che fare con questioni spirituali. Per aiutare veramente il nostro Paese, e le amministrazioni locali in particolare, il Vaticano cominci a pagare l'Ici sugli immobili che non sono di stretto uso religioso. Non sono credente, ma se analizzo il mio pensiero, allora posso tranquillamente dire che mi sento molto più cristiano di alcuni che si professano cattolici praticanti».”
Il Piccolo, 13 maggio 2011


Dal profilo FB di Iztok Furlanic: 
Orientamento religioso: Atheist 
Orientamento politico: Komunist – Comunista 
Email: tito_sfrj@*****.com 

ALLUVIONE A TRIESTE, LA DENUNCIA: "MULTE AI FURGONI DEI SOCCORSI". PRESENTATA UN'INTERROGAZIONE.

L'occhiello su "Il Piccolo" del 16 ottobre 2014

Alluvione a Trieste e Muggia. Nella cittadina istroveneta, purtroppo, anche una vittima.
A Trieste danni e disagi, attività artigianali e commerciali del centro e della periferia allagate e impossibilitate a lavorare.

Prontamente attiva la "macchina" dei soccorsi, con decine di operatori di tutti gli Enti in strada per gestire l'emergenza.

Ma, a quanto viene segnalato da alcuni tecnici privati, pare che non tutti abbiano avuto la reale percezione delle priorità e alcuni agenti della Polizia Locale avrebbero multato i furgoni in servizio d'urgenza. Sarebbe davvero una beffa incomprensibile. Per saperne di più e avere una puntuale e ufficiale versione dei fatti, ho presentato l'interrogazione urgente che potete leggere qui di seguito.

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INTERROGAZIONE URGENTE

MULTE ELEVATE A FURGONI INTERVENUTI CON URGENZA PER RIPARARE I DANNI CAUSATI DALL’ALLUVIONE DEL 14/15 OTTOBRE SCORSI.

Il sottoscritto Consigliere comunale, premesso che

nella notte tra il 14 e il 15 ottobre u.s. si è registrata a Trieste un’alluvione di portata eccezionale, che ha causato allagamenti in ampie zone del centro e della periferia;

numerose attività commerciali, artigianali e di servizi hanno registrato danni anche molto ingenti a causa dell’acqua penetrata copiosa all’interno dei loro locali;

in tale situazione di grave disagio, numerosi titolari di attività colpite hanno fatto ovviamente intervenire fin dalle prime ore del mattino tecnici e operatori specializzati al fine di limitare i danni, ripristinando per quanto possibile normali condizioni lavorative e riprendere la propria attività economica;

Riscontrato che

sul quotidiano “Il Piccolo” del 16.10.14, all’interno di un ampio resoconto delle conseguenze dell’alluvione, si riporta testualmente: «I vigili urbani invece ieri mattina erano impegnati a multare in piazza della Borsa i mezzi delle tante ditte corse a riparare i danni causati dal mal tempo». «Ho sistemato in velocità il furgone con tanto di insegna del lavoro che faccio in una area per il carico e lo scarico, - testimonia il perito industriale Luca Bembo - accanto a me molti altri. Dieci minuti di sosta e mi hanno multato».

Considerato che

se quanto riportato dovesse corrispondere alla realtà dei fatti, saremmo di fronte a un impiego incomprensibile di parte del personale della Polizia Locale, posto che la situazione era di piena emergenza e che l’aiuto che ci si aspetta dalle Pubbliche Istituzioni in questi casi non è certo quello di elevare sanzioni a furgoni di supporto a interventi urgenti e indifferibili,

Interroga il Vice Sindaco con delega alla Polizia Locale per conoscere

se quanto riportato corrisponde alla realtà dei fatti;

in caso affermativo, se con tutta la città allagata e bloccata si considera una priorità sanzionare mezzi tecnici intervenuti con urgenza per riparare danni;

orari, luoghi, importi e numero di multe irrogate per la fattispecie descritta;

eventuali provvedimenti che si intendono attuare a favore di coloro che sono intervenuti con urgenza per fare il proprio lavoro e sono stati sanzionati.


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Trieste, 16 ottobre 2014                                                    
Paolo Rovis
                                                                                              Capogruppo PDL-NCD
                                                                                              Comune di Trieste

Il testo originale dell'interrogazione: clicca per ingrandire.

domenica 12 ottobre 2014

ISIS: CONQUISTEREMO ROMA, LE VOSTRE DONNE SARANNO SCHIAVE!


"Conquisteremo Roma, spezzeremo le vostre Croci, renderemo schiave le vostre donne. E se non ci riusciremo noi, lo faranno i nostri figli e i nostri nipoti, che venderanno i vostri figli al mercato degli schiavi."

La follia dell'ISIS lucidamente declamata nell'ultimo numero di Dabiq, la rivista ufficiale del Califfato, in lingua inglese. In copertina, la bandiera nera dell'ISIS che sventola in piazza San Pietro.

(File PDF, potrebbe richiedere qualche minuto per il download)