Più che raddoppiati gli stalli a pagamento della giunta Cosolini (PD) nelle previsioni del nuovo Piano del Traffico. Passano da 2,5 a 5 milioni di euro l'anno gli incassi previsti dal pagamento della sosta. Una mazzata per le tasche dei Triestini - già vessati con raffiche di aumenti su tutte le tariffe, senza alcun miglioramento del servizio in cambio - e una forte penalizzazione per le attività commerciali. Bere un caffè in periferia, posteggiando regolarmente, potrebbe costare il doppio.
Il Popolo della Libertà, compatto, si opporrà in Aula a queste improvvide misure. I consiglieri circoscrizionali Lucrezia Chermaz e Christian Puntaferro, nei rioni in cui sono stati votati ed eletti, hanno efficacemente promosso e seguito una raccolta firme per bloccare una delibera già definita "striscia selvaggia".
Qui, a firma Ugo Salvini, la notizia sul quotidiano "Il Piccolo" di oggi.
martedì 18 giugno 2013
mercoledì 12 giugno 2013
CROSETTO: "AFFAMARE LA BESTIA" PER SALVARE GLI ITALIANI.
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| Uno Squig, creatura immaginaria dotata di una bocca enorme contornata da affilatissimi denti. |
I nodi veri, i mali del sistema Italia sono noti a tutti, analizzati, evidenziati, sezionati, dibattuti da anni e come un mantra vengono snocciolati da chiunque si presenti per guidare il paese. Nessuno, dall'estrema sinistra all'estrema destra, passando per il populismo grillino, li contesta: carenza di liquidità, accesso al credito, calo di fatturati, diminuzione dei consumi, burocrazia, costo dello stato e della politica, pressione fiscale. Potrei continuare con altri cento, sempre condivisi da tutti, Il dibattito sulle possibili soluzioni si svolge all'interno di un recinto strettissimo che non consente di offrire prospettive di interventi straordinari, seri, epocali, senza conseguente copertura finanziaria.
Come togli l'imu che vale 4 miliardi? Come finanzi le minori entrate derivanti dalla cancellazione dell'Irap? Il ragionamento non fa una grinza. Per eliminare una tassa devo prima ridurre una spesa. Quindi in mancanza di una riduzione di spesa devo necessariamente mantenere il livello di pressione fiscale e di tassazione.
Motivo per cui il dibattito si riduce a come ripartire in modo diverso la quantità di tassazione esistente. Qualcuno propone un aumento sulle sigarette, gli alcolici o i giochi, altri l' aumento delle tasse sul patrimonio, altri ne inventano di nuove. Io invece contesto l'approccio culturale perché il tema dovrebbe essere posto esattamente in modo inverso.
Qual è il limite massimo di imposizione sopportabile dal sistema? Qual è il limite fiscale da non superare sul lavoro per non mettere fuori mercato il sistema imprenditoriale italiano? Qual è la tassazione massima che può sopportare un'impresa? Qual è il reddito minimo, intoccabile che non si può non lasciare ad un individuo o ad una famiglia per non rendergli impossibile sopravvivere?
Possiamo e dobbiamo definire un luogo non fisico ma fiscale, tributario, contributivo, dove lo Stato non possa entrare, all'interno del quale una famiglia, un'azienda sia certa di trovare sicurezza e tranquillitá. Occorre ridare fiducia e speranza ad un paese sull'orlo di una crisi di nervi. Si può fare solo invertendo la logica che ci ha guidati fin qui. Non sia la spesa a definire la pressione fiscale, siano le entrate fiscali in combinazione con il vincolo costituzionale al pareggio di bilancio a definire le uscite.
L'Irap non ha senso, perché anche chi è in perdita la paga, il cuneo fiscale va ridotto a favore di dipendenti ed imprenditori, e va abolita qualunque prelievo e tassazione sopra le 38 ore settimanali in modo tale che sia il lavoratore sia l'azienda beneficino degli sforzi in più ed in modo da migliorare sia il costo del lavoro per unità di prodotto sia la possibilità di consumo; all'imprenditore che si impegni nella ricapitalizzazione dell'impresa va riconosciuto un credito fiscale sulle proprie imposte personali, per ridare liquidità alle aziende e consentire un aumento della finanziabilitá bancaria; va detassata totalmente la prima casa e va resa inattaccabile anche dall'arroganza di banche ed Equitalia con l'impossibilità del pignoramento; le banche che fruiscono di contributi ed agevolazioni comunitarie devono dimostrare e certificare l'impiego dei fondi ricevuti; va ridotta immediatamente qualunque tassazione, imposta o accisa sui redditi inferiori a 15000 euro ed abolita per le famiglie con più di due figli fino a 40000. Alla fine di scelte di questo tipo vediamo quale sarà l'entrata dello Stato.
Quelle saranno le risorse su cui costruire il bilancio, su cui valutare ciò che può essere dato ed a chi. Ed il dibattito politico si scateni su quel versante. Si abbia il coraggio a quel punto di dire che i dipendenti pubblici onesti che hanno lavorato e lavorano vanno premiati ed i loro stipendi sottratti ad un assurdo blocco di anni che li impoverisce ma che altri loro colleghi vanno lasciati a casa immediatamente ed ad altri ancora va ridotto drasticamente lo stipendio.
Si scriva in una legge che un medico che firma un falso certificato di malattia od invalidità va in galera e gli si proibisce di svolgere in futuro la professione che ha tradito, che i manager o gli amministratori pubblici rispondono dei risultati dei loro bilanci con i propri beni personali, che i costi di camera e senato e vari organi costituzionali vengono tagliati del 50% in modo tale che se ad esempio non si ridurrà il numero dei parlamentari almeno si ridurrà del 50 automaticamente il loro reddito, si inizi a dire che qualcuno può partecipare al costo della sanità in parte se ha alti redditi e che ogni amministratore o dirigente di asl deve giustificare, pena la decadenza le differenze di costo e qualità rispetto agli standard medi nazionali.
Fissiamo gli standard dei tempi burocratici facendoli diventare parametri di valutazione di ogni singolo ufficio pubblico. Si intervenga sugli interessi sul debito con una decisione unilaterale, da stato sovrano, rendendoli adeguati al rischio reale e non a quanto determinato dalla speculazione finanziaria. Ognuno avrà proposte o idee.
Ma almeno avremo garantito la sopravvivenza dell'italia, avremo posto un limite invalicabile all'incapacitá della politica, avremmo messo in sicurezza il paese e non solo il sistema delle banche e dei poteri forti. Per questi motivi, per semplificare questi ragionamenti, abbiamo proposto di fissare nella Costituzione il limite alla tassazione.
Perché l'unico modo vero di ridurre una spesa è quello di non avere i soldi per farla. Altrimenti questo paese si spegnerà lentamente in discussioni tra tecnici, professori e politici, magistrati, poteri forti e famiglie deboli. Qui serve altro. Serve il conto della serva. Serve il buon senso dei contadini e degli artigiani. Serve togliere la possibilità di pensare che la spesa sia inattaccabile dicendo che è finita la festa. Per tutti. La bestia va affamata, per citare Reagan. Altrimenti la bestia sbranerà il paese e se stessa."
Guido Crosetto
Fondatore e Coordinatore nazionale
Fratelli d'Italia
(Pubblicato su "L'Huffington Post", 12 giugno 2013)
Pubblicato da
Paolo Rovis
alle
15:07
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CONFARTIGIANATO: PRESSIONE FISCALE AL 68%, COSÌ SI MUORE.
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| Giorgio Merletti, presidente Confartigianato. |
Perché chi guida il paese "non comprende che l'artigianato e le piccole imprese sono il cuore, le mani e l'intelligenza del made in Italy" aggiunge Merletti.
E la burocrazia ci costa 31 miliardi l'anno.
Dall'inizio della scorsa legislatura ad oggi, il Parlamento ha approvato 491 norme a contenuto fiscale, 100 all'anno, con l'immancabile corredo di decreti attuativi e circolari esplicative.
"Non possiamo più permetterci il lusso di indossare la maglia nera in Europa per la pressione fiscale e burocratica. Vorremmo cominciare a scalare la classifica. E non diteci che non ci sono risorse per cambiare le cose. Molti interventi si possono fare a costo zero. Però bisogna volerlo" dice alla platea degli artigiani.
"E molto si può fare razionalizzando la spesa pubblica. Ma è necessario saper risparmiare. E anche sul tema della cosiddetta spending review occorre agire con buon senso e avendo ben presente un progetto complessivo.
"E molto si può fare razionalizzando la spesa pubblica. Ma è necessario saper risparmiare. E anche sul tema della cosiddetta spending review occorre agire con buon senso e avendo ben presente un progetto complessivo.
Tutti i tagli lineari finora compiuti hanno generato risparmio a breve, ma sulla lunga distanza hanno mostrato effetti depressivi non soltanto sull'azione della p.a, ma anche sull'economia reale. Serve quindi un'azione strategica che connetta e leghi tra loro tutte le politiche di semplificazione amministrativa, in modo da ridisegnare sul serio e con ottica di lungo periodo i meccanismi di gestione e decisione della Pubblica amministrazione".
(L'HUFFINGTON POST, 12 GIUGNO 2013)
martedì 11 giugno 2013
BERLUSCONI, GASPARRI, GALAN: LE TWEET-ANALISI SUL PDL DOPO IL VOTO.
L'AUSPICIO DEL PRESIDENTE BERLUSCONI.
L'OPINIONE DI GALAN...
...E QUELLA DI GASPARRI.
MA LA VERITÀ È CHE...
L'OPINIONE DI GALAN...
...E QUELLA DI GASPARRI.
MA LA VERITÀ È CHE...
PDL REGIONE FVG: CHIARIRE, RASSERENARE, RIPARTIRE.
Ha ragione l'amico Sergio Dressi, vice-coordinatore regionale del Popolo della Libertà del Friuli Venezia Giulia. Pur non avendo vinto - per una manciata di voti - le scorse regionali, il PdL e il centrodestra del FVG hanno messo insieme percentuali di tutto rilievo, specie se confrontate con le recentissime amministrative nel resto d'Italia.
Ma è innegabile che da qualche parte vi siano responsabilità, sia pure parziali, degli insuccessi degli ultimi anni. Lo ammette lo stesso vice-coordinatore, individuando tempi e circostanze. Dressi non rivela, invece, le persone del partito i cui interventi su scelte e decisioni sarebbero poi risultati deleteri per il buon esito delle competizioni elettorali.
Nel suo intervento su "Il Piccolo", dal taglio condivisibile, Dressi fa uso, per tre volte, del pronome "chi".
Per recuperare il rapporto con i cittadini e con gli iscritti, per rendere di nuovo credibili le nostre proposte di buona amministrazione, servono molte qualità. Tra queste vi è la chiarezza. Quella che è dovuta agli elettori, ai simpatizzanti, agli iscritti, ai militanti del Popolo della Libertà che partecipano alle vicende politiche del proprio territorio con passione, lealtà, buona fede.
L'amico Sergio accolga perciò un invito: metta da parte i pronomi e li sostituisca con nomi e cognomi.
Il PdL riparta dal confronto aperto, dismetta allusioni, sottintesi, diffidenze. E ponga fine alle sterili faide interne consumate nei tragitti tra il Friuli Venezia Giulia e Roma. Ché più ci si affanna a nasconderle, più gli elettori se ne accorgono. È anche per questo che, quando chiediamo loro il voto, da un po' di tempo in qua ci rispondono rimanendo a casa.
Ma è innegabile che da qualche parte vi siano responsabilità, sia pure parziali, degli insuccessi degli ultimi anni. Lo ammette lo stesso vice-coordinatore, individuando tempi e circostanze. Dressi non rivela, invece, le persone del partito i cui interventi su scelte e decisioni sarebbero poi risultati deleteri per il buon esito delle competizioni elettorali.
Nel suo intervento su "Il Piccolo", dal taglio condivisibile, Dressi fa uso, per tre volte, del pronome "chi".
Per recuperare il rapporto con i cittadini e con gli iscritti, per rendere di nuovo credibili le nostre proposte di buona amministrazione, servono molte qualità. Tra queste vi è la chiarezza. Quella che è dovuta agli elettori, ai simpatizzanti, agli iscritti, ai militanti del Popolo della Libertà che partecipano alle vicende politiche del proprio territorio con passione, lealtà, buona fede.
L'amico Sergio accolga perciò un invito: metta da parte i pronomi e li sostituisca con nomi e cognomi.
Il PdL riparta dal confronto aperto, dismetta allusioni, sottintesi, diffidenze. E ponga fine alle sterili faide interne consumate nei tragitti tra il Friuli Venezia Giulia e Roma. Ché più ci si affanna a nasconderle, più gli elettori se ne accorgono. È anche per questo che, quando chiediamo loro il voto, da un po' di tempo in qua ci rispondono rimanendo a casa.
venerdì 7 giugno 2013
TRIESTE, NUOVO PIAN(T)O DEL TRAFFICO: ECCO DOVE SI PAGHERÀ LA SOSTA (ORA LIBERA)!
DA SAN GIACOMO A ROIAN,
IERA UN VECIO FIOL DE UN CAN,
CHE METEVA PARCHEGI A PAGAMENTO
DRIOMAN... !
La giunta Cosolini, per mano dell'assessora Marchigiani, fa piovere strisce blu ovunque.
Da San Giacomo a Roiano, da Chiarbola a San Giovanni, Combi, Rosmini, Basovizza, Opicina, via Giulia, viale Miramare e altre zone ancora...
Tonnellate di monete usciranno dalle nostre tasche per venire divorate dai voraci parcometri della giunta comunale di centrosinistra!
D'altra parte, è la stessa assessora Marchigiani che ha sentenziato: "Questo è un Piano del Traffico di sinistra!"
E, come noto, nessuno più degli amministratori di sinistra è abile a massacrare i cittadini con tasse, balzelli, tariffe.
Ecco la mappa completa delle nuove vie dove si dovrà metter mano al portafoglio per posteggiare.
(clicca sulla foto per ingrandire)
mercoledì 5 giugno 2013
MIRAMARE, FARO DELLA VITTORIA, TRAM DI OPICINA: INTERVENIRE SUBITO!
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| Trieste. Il Faro della Vittoria, chiuso al pubblico e, sullo sfondo, il Castello di Miramare, il cui Parco è ancora privo di manutenzioni. |
COMUNICATO STAMPA
I PARLAMENTARI TRIESTINI INTERVENGANO URGENTEMENTE PRESSO I COMPETENTI MINISTERI.
Trieste - 05 giugno 2013. La soglia di preoccupazione è ormai superata. I maggiori attrattori turistici di Trieste soffrono di carenza di fondi, abbondanza di ottusa burocrazia, scarso interesse da parte degli Enti preposti ad amministrarli.
L'elenco comprende Parco e Castello di Miramare (degrado), Tram di Opicina (inattivo), Faro della Vittoria (chiuso al pubblico). Siti noti e inseriti nei percorsi di ogni turista in visita a Trieste.
Oltre 1 milione le presenze turistiche nel 2011, attorno al 90% l'indice di gradimento. Dati destinati entrambi a scendere se non si interviene, subito, per rendere accessibili e presentabili i luoghi-simbolo della nostra città.
Le competenze sono spalmate fra Enti diversi, tra cui due Ministeri. È l'occasione, per i parlamentari triestini, di dimostrare di essere capaci di agire.
Intervengano urgentemente, tutti insieme e senza distinzioni politiche, presso l'Esecutivo affinché situazioni imbarazzanti e dannose per Trieste trovino soluzioni immediate.
Diversamente la città potrebbe pagare un prezzo altissimo già dall'anno prossimo in termini di calo di arrivi e presenze turistiche. Sarebbe un delitto, che vanificherebbe il lavoro e l'impegno profusi per far crescere di oltre il 50% - nel quinquennio 2006-2011 - il comparto del turismo a Trieste.
L'elenco comprende Parco e Castello di Miramare (degrado), Tram di Opicina (inattivo), Faro della Vittoria (chiuso al pubblico). Siti noti e inseriti nei percorsi di ogni turista in visita a Trieste.
Oltre 1 milione le presenze turistiche nel 2011, attorno al 90% l'indice di gradimento. Dati destinati entrambi a scendere se non si interviene, subito, per rendere accessibili e presentabili i luoghi-simbolo della nostra città.
Le competenze sono spalmate fra Enti diversi, tra cui due Ministeri. È l'occasione, per i parlamentari triestini, di dimostrare di essere capaci di agire.
Intervengano urgentemente, tutti insieme e senza distinzioni politiche, presso l'Esecutivo affinché situazioni imbarazzanti e dannose per Trieste trovino soluzioni immediate.
Diversamente la città potrebbe pagare un prezzo altissimo già dall'anno prossimo in termini di calo di arrivi e presenze turistiche. Sarebbe un delitto, che vanificherebbe il lavoro e l'impegno profusi per far crescere di oltre il 50% - nel quinquennio 2006-2011 - il comparto del turismo a Trieste.
martedì 4 giugno 2013
TRIESTE: GIUNTA COSOLINI IN EQUILIBRIO SEMPRE PIÙ PRECARIO!!!
Assessori (?) senza più poltrona, costretti ad arrangiarsi come possono, ridotti a chiedere l'obolo per strada ai cittadini.
Voci di corridoio affermano che i figuri mascherati stazionanti da stamattina davanti al Municipio siano in realtà due (ormai ex?) assessori della giunta Cosolini. E si narra anche del motivo della clamorosa protesta: niente risorse per i loro assessorati, e niente più poltrone, già vendute dai loro dirigenti su E-Bay. Pare il sindaco li abbia avvertiti: "Volete altri soldi? Andate a chiederli ai cittadini, io li sto già spremendo al massimo!". Detto, fatto.
Il precario equilibrio della giunta comunale non è solo una metafora. La foto lo dimostra ampiamente. Anche se i diretti interessati smentiscono: "Ma quale precarietà, ci siamo seduti uno sopra l'altro per dimezzare la tassa di occupazione del suolo pubblico." Sarà, ma è altrettanto evidente che le poltrone non ci sono più. Sostituite, quale attrezzo da "lavoro", dal più classico dei piattini per la questua.
Sull'identità dei due assessori, riserbo assoluto. Ma già si sprecano le battute. "I ne ga impinido de tasse" - scherza una signora di passaggio - "che i stia anche lori un poco col cul per tera e rampigadi sul steco!".
(Testo satirico)
venerdì 31 maggio 2013
TRIESTE TURISTICA: SEGNALI DI FLESSIONE DA NON SOTTOVALUTARE.
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| L'articolo de "Il Piccolo" del 31 maggio 2013. |
Le classifiche sono sempre opinabili, lo sappiamo. Non ci si deve esaltare per i primi posti, né disperarsi se si precipita verso il fondo. Ma la perdita di attrattività turistica di Trieste, evidenziata dalla caduta all'ultimo posto nella classifica Trivago e, soprattutto, dalle dichiarazioni allarmanti di Federalberghi, non deve venire sottovalutata.
La giunta Cosolini ha dato l'impressione, in questi due anni, di vivacchiare sugli allori dei risultati positivi ottenuti da coloro che l'hanno preceduta. E non si tiri in ballo la crisi economica. E' proprio quando la disponibilità a spendere si riduce, che Trieste può giocare bene le sue carte, trattandosi di una destinazione turistica più economica di altre, dove invece si paga a peso d'oro il "blasone".
La verità è che finora il centrosinistra non ha lavorato per Trieste turistica, non si è attivato per promuovere e accogliere. Sembrava piuttosto un concorrente di Ikea: ha imbastito tavoli, su tavoli, su tavoli.
Chiacchiere, intenzioni, voli pindarici, proclami. Operatività zero.
Il Piano di marketing che doveva essere pronto nel 2012 non è ancora nemmeno uno scarabocchio su un foglio A4. I locali, bellissimi, dell'ex infopoint turistico di piazza Unità che, su proposta del centrodestra, dovevano venire adibiti a centro servizi turistici sono ancora desolatamente abbandonati.
L'elenco delle mancanze potrebbe continuare a lungo: niente più presenza a fiere del settore, assenza di manutenzioni dei simboli e degli attrattori turistici triestini, smantellamento del nucleo del personale, esiguo ma qualificato ed esperto, che operava presso il competente assessorato comunale.
Turismo è industria. E' fatturato, investimenti, posti di lavoro. Disinteressarsene, come finora ha fatto la giunta Cosolini, è un gravissimo errore strategico. Cui si può rimediare, ma bisogna farlo presto e concretamente. Altrimenti ci troveremo, fra non molto, a lagnarci per l'ennesima occasione di sviluppo perduta.
| I numeri del turismo a Trieste. Nel 2011 è stato superato il "muro" di 1 milione di presenze. |
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